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LA NUOVA ERA DIGITALE TRA VECCHIE E ...
... NUOVE STORIE

[di
Leo Stilo]

Collocare storicamente il fenomeno evolutivo delle nuove tecnologie in un quadro storico ben determinato è un elemento necessario per comprendere lo stretto legame che unisce le stesse alla storia del secolo passato.

Gli operatori del diritto devono farsi carico di conoscere, anche se in modo superficiale, le origini di un dato fenomeno per poterlo collocare nelle opportune categorie logiche e giuridiche. L'incubatrice culturale che ha determinato un'impennata evolutiva delle tecnologie elettroniche, supporto fisico necessario per il successivo sviluppo dell'era digitale, trova origine in una collocazione spaziale e temporale ben determinata.

Lo scenario è quello del secondo dopoguerra: alla fine delle ostilità belliche, i nuovi dominatori della scena mondiale, grazie al prestigio politico, militare ed economico conquistato sul campo di battaglia contro il nazifascismo, iniziarono una lunga ed estenuante guerra "fredda" per l'egemonia del Mondo che poneva a confronto, l'una contro l'altra, due ideologie e, con esse, due complessi modelli di società: il capitalismo e il comunismo.

Il mondo diviso in due blocchi contrapposti separati simbolicamente, e in alcuni casi fisicamente, da un muro di reciproca diffidenza e sospetto divenne ben presto elemento di deterioramento di tutti gli aspetti dei rapporti internazionali.

La stessa esistenza dell'intera umanità era, quotidianamente, messa in gioco sul tavolo del mantenimento di un terrificante equilibrio di armamenti tecnologici e sulla consapevolezza che un loro impiego avrebbe determinato il pericolo di un olocausto di immane grandezza.

La corsa verso nuove tecnologie belliche, offensive e difensive, determinò durante gli anni del dopoguerra un incremento vertiginoso delle sovvenzioni pubbliche destinate alla ricerca scientifica.

I momenti più significativi della storia dell'elettronica e dell'informatica di questi ultimi cinquant'anni, infatti, affondano le loro radici nel clima di sospetto glaciale in cui la politica mondiale si trovava impantanata senza apparente possibilità d'uscita e che oggi, cambiati gli attori protagonisti della scena, sembra rivivere con il suo pesante carico d'angosce ed incubi.

I diversi binari di sviluppo seguiti dalla scienza moderna non devono essere analizzati e valutati, quindi, come realtà a "compartimenti stagni", ma come entità figlie di scoperte ed invenzioni comuni che trovano nella ricerca scientifica il loro punto di forza e il loro massimo stimolo.

I diversi campi della ricerca, così intesi, hanno consentito nel corso degli ultimi decenni di oltrepassare sistematicamente, con scadenze temporali sempre più ravvicinate, i limiti umani che oggi appaiono, consapevolmente o inconsapevolmente, sempre più di natura contingente.

I momenti più significativi di questo sviluppo tecnologico che non appare ancora aver raggiunto la fase discendente della sua parabola evolutiva sono rappresentati:

1) dalla microelettronica, la cui nascita è collocabile, simbolicamente, nel 1947 nei Bell Laboratories di Murray Hill nel New Jersey dove venne inventato il transistor [1] e con esso la possibilità di trasformare gli impulsi elettrici in un codice binario utilizzabile, in estrema sintesi, per comunicare con le macchine in modo rapido e sempre più complesso;

2) dal computer, strumento ormai paragonabile, per diffusione ed uso, ad un comune elettrodomestico, anch'esso concepito dalla seconda guerra mondiale (madre di tutte le tecnologie)[2];

3) Internet: l'ideazione e la realizzazione del progetto è frutto di una sinergica commistione tra la classica strategia militare e l'innovazione imprenditoriale di una nuova generazione di studiosi e ricercatori universitari.

In questa superficiale descrizione, utile a mettere nel quadro della situazione madre dell'era del Bit, particolare attenzione deve essere dedicata alla nascita del fenomeno Internet [3].

Le origini della Rete delle reti si possono rinvenire all'interno delle ricerche condotte dall'ARPA (Advanced Research Projects Agency) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. In un momento storico di particolare frizione, susseguente al lancio del primo Sputnik, l'America avvertì l'esigenza di aumentare i fondi della ricerca per prevenire eventuali attacchi provenienti dallo Spazio.

Tra le idee sviluppate dall'ARPA degna di particolare interesse fu quella concepita da Paul Baran alla Rand Corporation nel 1960-64, che aveva ad oggetto: "la progettazione di un sistema di comunicazioni invulnerabile agli attacchi nucleari.

Basato sulla tecnologia di comunicazione della commutazione a pacchetto, il sistema rese la rete indipendente da centri di comando e controllo, affinché le unità di messaggio trovassero le proprie strade lungo la rete, venendo ricomposte nel messaggio originale in qualsiasi punto del sistema" [4]. Quello descritto, con rapidi e imprecisi tratti, è solo un quadro generale di ciò che ha determinato, assieme ad altre numerose concause, gli assetti economici e culturali di quella che viene comunemente definita l'era del Bit.

Oggi, in un periodo di preoccupanti sconvolgimenti politici ed ideologici, assistiamo ad una nuova corsa agli armamenti che probabilmente porterà nei prossimi anni a nuovi impulsi tecnologici capaci di modificare profondamente la nostra vita quotidiana.

Ai giuristi, ancora una volta, l'obbligo morale di accompagnare la corretta diffusione di queste innovazioni, tentando, anche grazie all'aiuto indispensabile di studiosi di discipline informatiche, di circondarle con quell'anima di giustizia che spesso manca a scoperte ed invenzioni che nate ai piedi di un conflitto rischiano di mantenere nel proprio DNA qualche carattere ereditario tutt'altro che secundum ius.

 

NOTE


[1] Ai tre fisici che lo inventarono (Bardeen, Brattain, Shockley) venne attribuito il premio Nobel.

[2] Escludendo le apparecchiature belliche come il Colossus britannico (1943) e lo Z-3 di fabbricazione tedesca (1941 probabilmente), utilizzate principalmente per decifrare i codici nemici, il primo elaboratore programmabile, ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Calculator) venne realizzato sotto l'egida dell'esercito americano nel 1946 alla University of Pennsylvania. Il precursore dei moderni computer pesava oltre 27 tonnellate ed era costruito su moduli metallici altri tre metri, utilizzava 70.000 resistenze e 18.000 valvole

[3] Per approfondimenti si rinvia a CIAMBERLANO, L'insostenibile sicurezza di Internet, in questo numero del supplemento.

[4] CASTELLS, La nascita della società in rete, Università Bocconi editore, 2002, 47.

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